La merendina è un prodotto dolce da forno confezionato in monoporzione, realizzato a base di pan di Spagna, pasta frolla, pasta sfoglia o pasta brioche, semplice o farcito. Nasce come trasposizione industriale dei dolci casalinghi della tradizione italiana e come alternativa rapida alla merenda preparata in casa o alla colazione consumata al bar. Il termine non individua una categoria merceologica definita dalla normativa europea, che inquadra questi prodotti tra gli alimenti preimballati disciplinati dal regolamento (UE) n. 1169/2011: si tratta di una denominazione d’uso commerciale, peraltro priva di equivalenti in altri Paesi europei, dove non esistono prodotti identificati con questo nome. Alla base vi è la stessa nozione di merenda, tipica dell’alimentazione italiana e mediterranea e distinta dallo snacking di matrice anglosassone.
Origini e sviluppo
La prima merendina industriale italiana viene fatta risalire al 1953, quando la versione in formato ridotto di un panettone viene riformulata come brioche confezionata a lievitazione naturale, ricoperta di glassa e granella. Negli anni Sessanta l’industria dolciaria traspone in monoporzione i dolci casalinghi di pasta margherita, pan di Spagna e pasta frolla: nel 1961 compare il trancino di pan di Spagna farcito con confettura di albicocche o ciliegie. Il decennio successivo porta le merendine a base di pan di Spagna farcito o ricoperto di cioccolato, tra cui la caratteristica forma a spirale del 1973, e nel 1978 il saccottino di pasta brioche e la crostatina di pasta frolla. Dai primi anni Duemila si affiancano formati di ispirazione internazionale come muffin, waffle e pancake confezionati.
Tipologie
La classificazione più comune segue la base dell’impasto: prodotti a pasta lievitata come croissant, brioche e saccottini; trancini, tortine e rotoli farciti a base di pan di Spagna; crostatine di pasta frolla; plumcake e muffin da impasto montato. Le farciture tradizionali comprendono confetture, creme al cacao e al latte, cui si sono aggiunte creme alla nocciola, al pistacchio, al limone e ai frutti rossi, oltre a impasti arricchiti con yogurt greco, semi di lino o quinoa.
Tecnologia produttiva e conservazione
La produzione prevede cottura in condizioni controllate di umidità e ventilazione, raffreddamento in ambienti climatizzati, taglio, farcitura ed eventuale copertura, porzionatura a grammatura predefinita e confezionamento. La durata di conservazione non dipende in via principale dall’impiego di conservanti, ma dalla combinazione tra formulazione e tecnologie di confezionamento: il ricorso all’atmosfera protettiva, con miscele a bassissimo tenore di ossigeno, limita lo sviluppo delle muffe e l’irrancidimento, mentre l’anidride carbonica svolge anche azione antiraffermamento. L’intero ciclo è soggetto ai piani di autocontrollo HACCP.
Profilo nutrizionale
Il peso medio si attesta intorno ai 35 grammi, con un apporto energetico compreso tra circa 110 kilocalorie per le referenze più semplici e 190 per quelle più ricche. Negli ultimi quindici anni le riformulazioni hanno prodotto una riduzione dei grassi saturi del 20%, degli zuccheri del 30% e delle calorie del 21%. Si è inoltre consolidato il segmento rich-in, che raggruppa prodotti arricchiti con farine integrali, frutta, cereali, fibre e semi e rappresenta oggi il 23% del mercato. Il consumo è considerato compatibile con la colazione e la merenda purché moderato e inserito in un’alimentazione varia.
Mercato e canali di consumo
Nel 2023 il valore dei prodotti da forno dolci monodose ha raggiunto 1,52 miliardi di euro, pari al 29% dell’intero comparto dei prodotti da forno e cereali; il croissant confezionato ne presidia da solo il 31%. Le rilevazioni sui consumi indicano che le merendine sono consumate dall’83% degli italiani e che il 55% le assume una o due volte a settimana. Ogni anno vengono immesse sul mercato in media da otto a dieci nuove referenze, con tempi di sviluppo compresi tra uno e cinque anni. Nel canale fuori casa il prodotto è presente soprattutto nella distribuzione automatica, dove nel 2024 ha registrato una crescita del 24% e nel 2025 una flessione del 7%. Nella ristorazione scolastica le linee di indirizzo nazionali del Ministero della Salute subordinano l’installazione dei distributori automatici al rispetto di requisiti definiti da apposito capitolato.
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