Il termine show cooking indica una dimostrazione di cucina (o di preparazione di bevande) eseguita dal vivo davanti a un pubblico di spettatori, con cui chi cucina interagisce spiegando ricette, tecniche e curiosità sugli ingredienti. L’espressione, un prestito dall’inglese composto dal verbo to show (“mostrare, esibire”) e dal sostantivo cooking (“cucina”), è entrata nell’uso della stampa italiana a partire dalla metà degli anni Duemila e oggi è registrata anche dal vocabolario Treccani. Alcuni operatori del settore distinguono lo show cooking, inteso come una vera e propria performance, dalla “cooking demo”, più assimilabile a una lezione o dimostrazione tecnica rivolta a un pubblico di appassionati.
Le origini del format sono molteplici e si intrecciano tra loro. Un primo antecedente è di natura mediatica: secondo alcune ricostruzioni, la cuoca statunitense Julia Child avrebbe contribuito a rendere popolare l’idea della cucina “in diretta” davanti a un pubblico grazie al programma televisivo The French Chef, andato in onda dai primi anni Sessanta. Un secondo filone, più legato alla ristorazione dal vivo, viene fatto risalire al teppanyaki giapponese: secondo la tradizione, lo stile sarebbe nato nel secondo dopoguerra in un ristorante di Kobe, dove la cottura degli alimenti su una piastra rovente, eseguita a vista e con gesti spettacolari, si sarebbe trasformata in una vera e propria esperienza teatrale oltre che gastronomica. Un terzo elemento riguarda il mondo del bar, dove tecniche acrobatiche come il flair bartending, diffusesi anche in Italia a partire dai primi anni Novanta, hanno contribuito ad affermare l’idea della preparazione “in pubblico” come strumento di spettacolo e intrattenimento.
Oggi lo show cooking è diffuso in tutto il mondo e coinvolge diverse categorie professionali del settore food & beverage. In Italia è un format molto utilizzato in occasione di fiere di settore, eventi aziendali, matrimoni e cerimonie, ma anche in ristoranti, hotel e punti vendita che scelgono di rendere visibile la preparazione dei piatti come elemento distintivo dell’offerta.
Il successo del format dal vivo
Il successo dello show cooking si spiega con la sua capacità di trasformare un momento tradizionalmente “dietro le quinte”, come la preparazione del cibo, in un’esperienza diretta e coinvolgente per il pubblico. Chi assiste può osservare da vicino tecniche, gesti e ingredienti che normalmente restano nascosti in cucina, ponendo domande e, in alcuni casi, partecipando attivamente alla preparazione.
Questa modalità viene utilizzata soprattutto in occasione di fiere ed eventi di settore, dove rappresenta per le aziende un’occasione di visibilità e promozione dei propri prodotti davanti a un pubblico di operatori e consumatori. È molto diffusa anche in contesti come matrimoni, cene aziendali, inaugurazioni e serate a tema, dove aggiunge valore intrattenente alla proposta gastronomica. Non meno diffuso è l’utilizzo nella ristorazione stabile, dove alcuni locali strutturano vere e proprie postazioni a vista (penso alla cucina a vista, ai banchi teppanyaki o alle postazioni bar) per rendere la preparazione parte integrante dell’esperienza del cliente. Lo show cooking svolge inoltre una funzione informativa e valorizzante: è spesso l’occasione per raccontare la storia di un piatto, di un ingrediente o di una tradizione gastronomica del territorio, oltre che per far conoscere aziende e produttori che collaborano alla realizzazione dell’evento.
Le figure protagoniste
Lo show cooking coinvolge diverse figure professionali del mondo dell’ospitalità, ciascuna con competenze e stili di performance propri. Gli chef restano la figura più associata al format, capaci di unire tecnica culinaria e capacità comunicativa nel raccontare piatti e ricette al pubblico. I pizzaioli sono protagonisti di un filone specifico legato soprattutto alla lavorazione acrobatica dell’impasto, molto apprezzata nelle competizioni e negli eventi di settore. I bartender, con tecniche come il flair bartending, portano nello show cooking la dimensione più spettacolare e acrobatica, unendo miscelazione e intrattenimento. I pasticceri e i gelatieri propongono dimostrazioni incentrate su lavorazioni particolarmente scenografiche, come la lavorazione dello zucchero o del cioccolato. Accanto a queste figure più note, prendono sempre più spazio anche baristi (con dimostrazioni di latte art), sommelier e altre professionalità del settore food & beverage, a testimonianza della trasversalità del format rispetto ai diversi ambiti dell’ospitalità.
Show cooking e fiere di settore
Le manifestazioni fieristiche italiane dedicate al mondo food & beverage e horeca rappresentano uno dei principali contesti di diffusione dello show cooking professionale. Eventi come SIGEP (Rimini), Host Milano, TuttoFood e Beer&Food Attraction includono da anni aree e programmi dedicati a dimostrazioni dal vivo, che permettono ad aziende e produttori di presentare materie prime, attrezzature e prodotti innovativi in un contesto capace di attrarre pubblico e operatori. Per questo motivo lo show cooking, in ambito fieristico, assume anche una funzione di marketing esperienziale, affiancandosi alle tradizionali attività espositive.
Show cooking e comunicazione mediatica
Accanto alla dimensione dal vivo, lo show cooking ha trovato negli ultimi decenni ampia risonanza anche attraverso la televisione e i canali digitali. Programmi e format televisivi dedicati alla cucina, insieme alla crescente presenza di contenuti gastronomici sui social network, hanno contribuito a diffondere presso il grande pubblico l’idea della preparazione del cibo come spettacolo, alimentando l’interesse verso le dimostrazioni dal vivo organizzate in eventi, fiere e locali.
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