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Jigger

Il jigger è un misurino utilizzato nel bartending per misurare con precisione gli ingredienti destinati alla preparazione dei cocktail. Si tratta di uno strumento dalla forma caratteristica a doppio imbuto, che ricorda una clessidra, generalmente realizzato in acciaio inossidabile. La maggior parte dei jigger presenta due coni di dimensioni diverse alle estremità: il lato più grande, tradizionalmente chiamato “pony”, contiene una quantità maggiore di liquido, mentre l’estremità più piccola è destinata a dosi ridotte. La capacità standard di un jigger negli Stati Uniti è di 1,5 once liquide (circa 44 ml) sul lato maggiore, mentre nel Regno Unito e in altre parti del mondo le misure seguono il sistema metrico, con capacità tipiche di 25 ml o 35 ml. In Italia, i jigger più comuni hanno capienze di 3 cl, 4,5 cl e 6 cl.

Origini e sviluppo storico

Il termine “jigger” compare per la prima volta negli Stati Uniti all’inizio del XIX secolo, riferito a una piccola tazza o misura per liquori e vino. Numerosi riferimenti storici dell’epoca descrivono il “boss jigger” che forniva razioni di whisky ai lavoratori immigrati irlandesi impegnati negli scavi dei canali nel nordest americano. L’etimologia della parola è dibattuta: secondo alcune fonti deriverebbe dalla parola scozzese “jig”, che significa muoversi rapidamente su e giù, mentre altri la collegano alla Marina britannica, dove “jigger” indicava la razione quotidiana di rum dei marinai, dal nome del jiggermast, l’albero più piccolo di una nave. Prima dell’avvento dei jigger metallici, i bartender utilizzavano piccoli bicchieri, in particolare bicchieri da sherry, per misurare gli spirit, con volumi che variavano da 1,25 a 2 once. Lo stile a doppia estremità che conosciamo oggi, realizzato in acciaio inossidabile con due coni opposti di dimensioni disuguali, è stato brevettato il 5 settembre 1893 da Cornelius Dungan di Chicago, diventando rapidamente lo standard nel settore del bartending.

Tipologie e caratteristiche tecniche

Nel corso degli anni sono stati sviluppati diversi modelli di jigger, ciascuno con caratteristiche specifiche. Il jigger classico (o double jigger) è il più diffuso, caratterizzato da due cavità coniche unite alla base, disponibile in varie combinazioni di misure come 1/2-1 oz, 3/4-1,5 oz o 1-2 oz. Il jigger giapponese rappresenta un’evoluzione del modello classico: più alto e sottile, con un diametro ridotto che facilita la precisione nel versamento e riduce l’impatto degli errori di dosaggio. Questo modello, apprezzato dai bartender professionisti, spesso include linee di misurazione interne per dosi frazionarie ed è realizzato con particolari tecniche di lavorazione dell’acciaio che ne garantiscono robustezza e durabilità. Il bell jigger combina l’estetica vintage con un design ergonomico, presentando una sezione centrale stretta che facilita la presa e il movimento. Altri modelli includono il thimble jigger (o pub jigger), di forma conica semplice, e il measuring cup jigger, simile a una tazza graduata in miniatura con linee di misurazione esterne. Oltre all’acciaio inossidabile, esistono jigger in plastica, vetro, rame e persino in materiali preziosi come l’oro, sebbene questi ultimi siano più ornamentali che funzionali.

Utilizzo e tecniche professionali

L’uso corretto del jigger richiede pratica e precisione. La tecnica base prevede di impugnare lo strumento tra pollice e indice (o tra indice e medio per maggiore agilità), riempirlo fino al bordo formando un meniscus, la leggera curvatura del liquido che indica il riempimento completo, e quindi versare rapidamente il contenuto nel mixing glass o nello shaker con un movimento rotatorio del polso. I bartender esperti sviluppano tecniche più elaborate, inclusi movimenti coreografici del jigger tra le dita, versamenti con il dorso della mano o l’uso simultaneo di più jigger. Un aspetto importante nella misurazione riguarda l’ordine degli ingredienti: è consigliabile misurare prima i liquidi più leggeri (distillati, sciroppi leggeri) e successivamente quelli più densi (miele, sciroppi pesanti, puree), per evitare residui che potrebbero alterare le misurazioni successive. L’utilizzo del jigger garantisce consistenza, fondamentale per mantenere l’equilibrio gustativo del cocktail, efficienza nel servizio, poiché consente versamenti rapidi e puliti, e controllo dei costi, riducendo gli sprechi dovuti a versamenti eccessivi.

Importanza nella cultura del cocktail contemporaneo

Il jigger rappresenta più di un semplice strumento di misurazione: è il simbolo della precisione e della professionalità nel bartending moderno. Mentre alcune scuole di bartending insegnano tecniche di free pouring, basate sulla stima visiva o sul conteggio durante il versamento, il jigger rimane lo strumento più affidabile per garantire la ripetibilità di un cocktail e il rispetto delle ricette originali. La diffusione del jigger ha evidenziato i limiti della tecnica del free pouring, soggetta all’errore umano e meno adatta per cocktail che richiedono bilanciamenti complessi di ingredienti. Particolarmente in Europa, dove la misurazione in millilitri si sta affermando rispetto alle once americane, il jigger è diventato indispensabile per tradurre con esattezza le ricette internazionali. Il jigger incarna inoltre uno spirito democratico: con questo strumento in tasca, un bartender può replicare lo stesso cocktail con identica precisione in qualsiasi parte del mondo, superando le barriere delle diverse unità di misura e delle tradizioni locali.