WikiHoreca.com – Il glamping è una forma di ospitalità outdoor che combina l’immersione nell’ambiente naturale con standard di comfort e servizi propri della ricettività alberghiera. Il termine nasce dalla fusione dei vocaboli inglesi glamour e camping: comparso per la prima volta nel Regno Unito intorno al 2005, è stato incluso nell’Oxford English Dictionary nel 2016. Sebbene la parola sia recente, il concetto che esprime — il soggiorno di lusso in ambienti aperti — ha radici storiche assai più profonde. Il glamping si colloca oggi come segmento strutturato dell’hospitality contemporanea, distinguendosi sia dal campeggio tradizionale sia dall’alloggio alberghiero convenzionale.
Quando il lusso andava in tenda
L’idea di unire natura e sfarzo non appartiene alla modernità. Uno degli esempi più documentati risale al giugno del 1520, quando Enrico VIII d’Inghilterra e Francesco I di Francia si incontrarono nelle Fiandre in quello che la storia ha tramandato come il Campo del Drappo d’oro: un imponente accampamento diplomatico nel quale le due corti rivaleggiarono nell’ostentazione del lusso, con tende rivestite di stoffe preziose, sete ricamate con fili d’oro e allestimenti che riproducevano la magnificenza dei palazzi reali. Alcuni secoli più tardi, nei primi decenni del Novecento, i safari africani dei viaggiatori facoltosi europei e nordamericani offrivano un altro precedente significativo: al seguito delle spedizioni venivano trasportati letti, tappeti persiani, vasellame fine e generatori elettrici, restituendo alle tende da campo la qualità di ambienti domestici. Il termine glamping non esisteva ancora, ma la pratica era già pienamente riconoscibile.
Strutture e ambienti: alcune delle soluzioni più diffuse
Il glamping contemporaneo non si identifica con una singola tipologia architettonica, ma con un approccio all’ospitalità che privilegia l’integrazione paesaggistica e la qualità dell’esperienza. Tra le soluzioni più diffuse si trovano le tende safari, direttamente ispirate ai grandi accampamenti africani d’inizio Novecento, spesso dotate di arredi fissi, bagno privato e veranda. Le yurte — abitazioni circolari di tradizione nomade centroasiatica — sono apprezzate per la loro capacità di adattarsi a climi diversi pur mantenendo un’estetica coerente. Tra le strutture meno convenzionali ma in crescita si segnalano i pod in legno, le cupole geodetiche trasparenti — particolarmente adatte all’osservazione notturna del cielo —, le case sugli alberi e i lodge. Ciascuna di queste soluzioni condivide il medesimo principio: garantire un livello di comfort verificabile e un’estetica curata in contesti naturali che sarebbero altrimenti accessibili solo al campeggio convenzionale. La AA britannica, nel 2016, ha avviato il primo sistema formalizzato di classificazione dei siti glamping nel Regno Unito, segnalando la progressiva maturità del settore.
Un segmento in espansione strutturale
Il glamping ha conosciuto una crescita sostenuta a partire dalla seconda metà degli anni Duemila, accelerata dal ruolo dei social media nel veicolare le immagini di questo tipo di soggiorno verso un pubblico sempre più ampio. La componente visiva e la ricercabilità delle strutture sulle principali piattaforme di prenotazione online hanno contribuito a trasformare quello che era un fenomeno di nicchia in un comparto con proprie logiche di mercato, investitori dedicati e fiere specializzate. L’Europa si conferma tra le aree geografiche più attive, con Francia, Italia e Regno Unito in posizione di rilievo. In Italia, le regioni che hanno sviluppato l’offerta in modo più strutturato comprendono il Veneto, la Toscana, il Trentino e la Sardegna, con un numero di strutture in crescita costante negli ultimi anni.
Punti di contatto con altri turismi esperienziali
Il glamping condivide numerose caratteristiche con altre forme di turismo esperienziale affermatesi negli ultimi anni. Ha molti punti in comune con il wellness tourism, nella misura in cui molte strutture integrano servizi di benessere, ritiro e riduzione dello stress come parte dell’offerta. Presenta forti analogie con l’ecoturismo per l’attenzione alla localizzazione in ambienti naturali poco antropizzati e per la crescente adozione di pratiche a basso impatto ambientale: bioarchitettura, energie rinnovabili, gestione responsabile delle risorse. Condivide poi peculiarità rilevanti con il turismo enogastronomico — aspetto di particolare rilievo nel contesto italiano — poiché molte strutture costruiscono la propria proposta intorno all’accesso diretto a prodotti locali, cantine, piccoli produttori e tradizioni culinarie territoriali.
Il glamping nell’hospitality professionale
Per gli operatori del settore, il glamping rappresenta un’opportunità di diversificazione ricettiva con caratteristiche specifiche. L’integrazione di unità glamping all’interno di strutture esistenti — campeggi, agriturismi, tenute vitivinicole, resort — consente di ampliare la capacità ricettiva con investimenti generalmente inferiori rispetto all’edilizia convenzionale, e di raggiungere segmenti di clientela che non si rivolgerebbero al campeggio tradizionale. I principali modelli gestionali adottati nel settore sono la gestione diretta, il franchising con marchi consolidati e la partnership con tour operator e piattaforme di prenotazione specializzate. Tra le criticità più comuni si segnalano la stagionalità dell’offerta, il costo elevato del posizionamento premium e la normativa italiana ancora frammentata a livello regionale, che rende necessaria una verifica puntuale delle disposizioni locali prima di avviare nuove attività
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