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Funghi porcini

Con il nome di funghi porcini si indica un gruppo di funghi commestibili del genere Boletus, appartenenti alla sezione Boletus (detta anche Edules), considerati tra i più pregiati della gastronomia italiana ed europea. Prodotti di crescita spontanea, non coltivabili in modo controllato, vengono impiegati freschi, secchi o conservati e occupano un posto stabile nella ristorazione e nella distribuzione alimentare.

Specie e classificazione

Il gruppo comprende quattro specie principali: Boletus edulis, Boletus aereus, Boletus aestivalis (sinonimo di Boletus reticulatus) e Boletus pinophilus (indicato anche come Boletus pinicola). La normativa italiana, con la Legge 352/1993 modificata dal DPR 376/1995, riserva la denominazione commerciale “funghi porcini” esclusivamente a Boletus edulis e al relativo gruppo. Le specie condividono alcuni caratteri comuni: cappello carnoso e convesso, di colore variabile dal nocciola al bruno scuro; parte inferiore costituita da tubuli e pori anziché da lamelle; gambo robusto, spesso ingrossato alla base e percorso da un reticolo; carne soda e bianca. Le differenze riguardano soprattutto la colorazione, l’ambiente di crescita e il periodo di comparsa.

Habitat e stagionalità

I porcini sono funghi simbionti: il loro micelio stabilisce un rapporto di micorriza con le radici di determinati alberi, sia latifoglie come querce, castagni e faggi, sia conifere come abeti e pini. Questo legame spiega perché non sia possibile una coltivazione paragonabile a quella di altri funghi. La comparsa dei corpi fruttiferi dipende da temperatura, umidità e piovosità; indicativamente la raccolta si concentra tra l’estate e l’autunno, con variazioni legate alla specie, all’altitudine e al territorio.

Raccolta e commercializzazione

In Italia la materia è regolata dalla Legge 23 agosto 1993, n. 352, norma quadro sulla raccolta e commercializzazione dei funghi epigei freschi e conservati, e dal regolamento attuativo contenuto nel DPR 14 luglio 1995, n. 376. Le regioni disciplinano le modalità di raccolta, mentre la vendita al dettaglio dei funghi freschi spontanei è consentita solo previa certificazione del controllo effettuato dagli ispettorati micologici istituiti presso le aziende sanitarie locali. Per ristoranti, gastronomie e laboratori ciò comporta l’approvvigionamento di prodotto certificato e tracciabile. Tra le produzioni tutelate figura il Fungo di Borgotaro IGP, riconosciuto a livello europeo nel 1996, che riunisce le quattro specie di porcini raccolte in un’area appenninica tra le province di Parma e Massa-Carrara.

Forme di conservazione

Oltre che freschi, i porcini sono commercializzati secchi, surgelati, sott’olio o in altre preparazioni. Il DPR 376/1995 definisce i funghi secchi come prodotto ottenuto per essiccamento naturale o meccanico entro un limite di umidità stabilito dalla norma; i porcini rappresentano inoltre un’eccezione al divieto di vendita al minuto di funghi secchi allo stato sfuso. L’essiccazione concentra gli aromi e rende il prodotto disponibile per tutto l’anno. Le conserve richiedono particolare attenzione alle corrette pratiche di preparazione indicate dalle autorità sanitarie.

Impiego in cucina

Nella cucina italiana i porcini sono protagonisti di risotti, paste fresche come tagliatelle e pappardelle, preparazioni trifolate con aglio e prezzemolo, fritture e cotture alla griglia, oltre che di accompagnamenti per carni bianche e rosse. I funghi secchi si utilizzano dopo la reidratazione in acqua tiepida; il liquido di ammollo, opportunamente filtrato, viene spesso impiegato per insaporire fondi e risotti. Il consumo a crudo, presente in alcune preparazioni, è sconsigliato in via generale dagli ispettorati micologici.

Sicurezza alimentare

Il rischio principale legato ai funghi spontanei è la confusione tra specie commestibili e specie tossiche o non commestibili dall’aspetto simile. Il Ministero della Salute raccomanda di non affidarsi all’esperienza personale né a strumenti digitali di identificazione, e di sottoporre il raccolto al controllo gratuito degli ispettorati micologici, che rilasciano la certificazione di commestibilità e dispongono la distruzione degli esemplari non idonei.

Fonti

Legge 23 agosto 1993, n. 352 – https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1993-08-23;352
DPR 14 luglio 1995, n. 376 – https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:presidente.repubblica:decreto:1995-07-14;376
Testo del DPR 376/1995, Consiglio regionale della Calabria – https://www.consiglioregionale.calabria.it/upload/istruttoria/2%20DPR%20N.%20376-1995.pdf
Ministero della Salute, Ispettorati micologici – https://www.salute.gov.it/new/it/tema/sistema-di-controllo-della-sicurezza-alimentare/ispettorati-micologici/
Ministero della Salute, Sicurezza dei consumatori – https://www.salute.gov.it/new/it/tema/sistema-di-controllo-della-sicurezza-alimentare/sicurezza-dei-consumatori/
Regione Emilia-Romagna, BUR, disciplinare del Fungo di Borgotaro IGP – https://bur.regione.emilia-romagna.it/area-bollettini/bollettini-pubblicati/2012/luglio-periodico-parte-seconda-1a-quindicina/richiesta-di-modifica-del-disciplinare-fungo-di-borgotaro/richiesta-di-modifica-di-disciplinare.pdf