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Bed and Breakfast

Il bed and breakfast è una formula ricettiva extralberghiera che offre pernottamento e prima colazione all’interno di un’abitazione privata, gestita avvalendosi dell’organizzazione familiare di chi vi risiede. Lo distinguono dall’albergo la dimensione contenuta, la condivisione di spazi domestici e la presenza diretta del gestore, che di norma coincide con chi abita l’immobile. L’abbreviazione B&B, entrata ormai nell’uso corrente, designa in Italia una delle componenti più diffuse dell’offerta extralberghiera, caratterizzata da una disciplina affidata alle Regioni e da un servizio di colazione che ne costituisce il tratto identitario.

Dalle stanze vuote alle insegne “Two and Six”

Secondo la ricostruzione più diffusa, la formula si consolida tra Regno Unito e Irlanda negli anni Venti del Novecento, quando le famiglie iniziano a mettere a disposizione dei viaggiatori le camere lasciate libere dai figli emigrati verso le città. Si narra che le insegne esposte alle finestre indicassero insieme il servizio e la tariffa richiesta in scellini, formula da cui deriverebbe l’espressione entrata poi nell’aneddotica del settore. Il modello ha comunque antecedenti più antichi: prima del Novecento locande e monasteri offrivano già a chi era in viaggio un letto e un pasto caldo. Dopo la Seconda guerra mondiale il fenomeno si allarga, prima con l’ospitalità offerta ai militari alleati in attesa di rimpatrio, poi con il turismo di massa. Il nome si è affermato a livello internazionale, pur convivendo con denominazioni locali equivalenti in altri Paesi europei.

Una disciplina che appartiene alle Regioni

In Italia la formula viene introdotta soltanto nel 1997, con una legge della Regione Lazio poi abrogata e sostituita dai regolamenti regionali sulle strutture ricettive extralberghiere. Il Codice del turismo del 2011 aveva incluso il bed and breakfast tra le strutture extralberghiere, definendolo come attività a conduzione e organizzazione familiare esercitata in forma non imprenditoriale, con spazi domestici condivisi. Quella disposizione, insieme a numerose altre del medesimo Titolo, è stata però dichiarata costituzionalmente illegittima dalla Corte costituzionale nel 2012, su ricorso di più Regioni, in quanto invadeva una competenza legislativa residuale regionale. Ne consegue che i requisiti sostanziali — numero massimo di camere e posti letto, periodi di apertura, durata del soggiorno, obblighi igienico-sanitari — sono stabiliti da ciascuna Regione o Provincia autonoma e differiscono in modo anche sensibile sul territorio nazionale.

La colazione come firma della casa

È il servizio che definisce la formula e ne segna il confine rispetto ad affittacamere e locazioni turistiche. Nelle discipline regionali la somministrazione è generalmente ammessa ai soli alloggiati e, in molti casi, subordinata all’impiego di prodotti non manipolati direttamente dal gestore: un vincolo che orienta le scelte di approvvigionamento verso pasticceria fresca di fornitore, monoporzioni confezionate e specialità artigianali del territorio. Su questo perimetro si è progressivamente costruita una proposta più articolata, che affianca all’offerta dolce tradizionale opzioni salate e proteiche attese dalla clientela internazionale, alternative senza glutine e vegetali ormai considerate standard, e una valorizzazione esplicita della provenienza locale delle materie prime. La colazione rappresenta così, per la struttura, il principale terreno di differenziazione competitiva e il momento di contatto più diretto tra ospite e territorio.

Il codice che rende visibili le strutture

Un intervento statale recente ha inciso invece sul versante della tracciabilità. Il decreto-legge n. 145 del 2023, convertito dalla legge n. 191 dello stesso anno, ha istituito il Codice Identificativo Nazionale, assegnato per via telematica dal Ministero del Turismo attraverso la Banca Dati delle Strutture Ricettive a ogni struttura ricettiva e a ogni immobile destinato a locazione breve o turistica. Il codice va esposto all’esterno dello stabile e indicato negli annunci pubblicati da portali e intermediari, con un impianto sanzionatorio dedicato. La misura, che non tocca la competenza regionale sui requisiti, risponde a finalità di emersione, monitoraggio e contrasto dell’ospitalità irregolare.

Un peso crescente nel sistema ricettivo

I dati ISTAT collocano il bed and breakfast dentro una dinamica di lungo periodo. Nel 2023 in Italia si contavano 32.194 alberghi e oltre 197 mila esercizi extra-alberghieri, categoria che comprende i bed and breakfast, per un’offerta complessiva di circa 5,2 milioni di posti letto: rispetto all’anno precedente il comparto alberghiero arretra dello 0,7 per cento mentre quello extra-alberghiero cresce del 2,7. La dotazione italiana risulta nettamente superiore alla media continentale, con 88,3 posti letto ogni mille abitanti a fronte dei 65,1 dell’Unione europea, e si concentra nel Nord-est, che da solo supera 1,8 milioni di posti letto. Nello stesso anno gli esercizi ricettivi hanno registrato 133,6 milioni di arrivi e 447,2 milioni di presenze, un massimo storico superiore ai livelli precedenti la pandemia, a fronte di una permanenza media di 3,35 notti, in ulteriore lieve contrazione. È in questa combinazione — offerta extralberghiera in crescita e soggiorni sempre più brevi — che la formula del bed and breakfast trova oggi la propria collocazione.